Sustainable Dance Club
http://www.sustainabledanceclub.com/
lunedì 5 marzo 2012
giovedì 4 novembre 2010
Case Ecologiche !!! Paglia Carta e il tetto è fatto !
Di seguito un documentario riguardante case ecologiche !
mercoledì 27 ottobre 2010
martedì 6 luglio 2010
EcoMafia ... Cos'è?

La parola ecomafia è un neologismo coniato da Legambiente per indicare le organizzazioni criminali che commettono reati arrecanti danni all'ambiente.
In particolare sono generalmente definite ecomafie le associazioni criminali dedite al traffico e smaltimento illegale di rifiuti e all'abusivismo edilizio di larga scala. Anche attività quali l'escavazione abusiva, il traffico di animali esotici, il saccheggio dei beni archeologici e l'allevamento di animali da combattimento possono essere considerate in questo modo.
Secondo il rapporto Ecomafia 2007 di Legambiente[1], il giro d'affari sarebbe stimabile in circa 23 miliardi di euro all'anno. Le regioni ove si registrano il maggior numero di reati ambientali sono nell'ordine Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, le stesse in cui sono presenti le principali organizzazioni mafiose italiane.
sabato 19 giugno 2010
Alternative energy for dummies !
Da:
http://www.byoblu.com/energia
Ce l'hai un tetto? Questo tetto ha per caso un'esposizione tra sud-ovest e sud-est? Ci picchia il sole tutto il giorno?
Se hai risposto sempre sì: bene, questo video è per te. Altrimenti non essere egoista: fallo vedere ai tuoi amici.
Oggi aiutare l'ambiente realizzando javascript:void(0)anche un piccolo guadagno si può. Basta installare un impianto fotovoltaico e usufruire degli incentivi statali previsti dal nuovo Conto Energia.
Dieci minuti per imparare tutto.
http://www.byoblu.com/energia
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Dieci minuti per imparare tutto.
martedì 4 maggio 2010
Eco Button, Risparmiare energia con un click !

Sembra incredibile ma questo pulsantino da collegare al pc è una semplice invenzione potenzialmente in grado di far risparmiare una enorme quantità di energia.
Consente, infatti, di mettere immediatamente il pc in modalità "risparmio energetico" in una frazione di secondo, semplicemente premendolo. Una piccola accortezza che dovrebbe far risparmiare fino i 135 kg di emissioni di Co2 e tra i 40 ed i 60 euro di energia l'anno per ogni singolo pc ad uso domestico. ( E' possibile calcolare con più precisione il potenziale risparmio col calcolatore presente sul sito dell'Eco-button . Sempre sul sito è possibile acquistarlo.)
Questo pulsante "green" ha vinto l'anno scorso il "Promotional Gift Awards" di Colonia, Germania; il "Most Innovative Green Product Award" di Orlando, USA; il "British Promotional Merchandise Association Award" di Londra per essere , ancora una volta, il 'Most Innovative Green Product'.
Una piccola, grande e superpremiata eco-invenzione!
http://www.eco-button.com
Computer e CO2 ...
International — Apple, Facebook e più in generale il 'cloud computing' – la nuvola delle tecnologie informatiche disponibili online - non aiuteranno a combattere i cambiamenti climatici. Anzi. I giganti dell'IT stanno costruendo data center che saranno alimentati principalmente da centrali a carbone. È la denuncia del nuovo rapporto "Make IT Green".
La quintessenza del 'cloud computing' come l'iPad di Apple - che consente l'accesso a social network e streaming video - può innalzare l'impatto ambientale dell'Information Technology più di quanto stimato in precedenza.
All'attuale tasso di crescita stimiamo che i data center e le reti di telecomunicazione consumeranno quasi duemila miliardi di kilowattora di elettricità nel 2020. È oltre il triplo del loro consumo attuale e più del consumo elettrico di Francia, Germania, Canada e Brasile messi insieme.
Facebook, il colosso dei social-network, per esempio ha costruito un gigantesco data center a Prineville, nell'Oregon, optando per l'altamente inquinante carbone. Per far crscere la protesta si può aderire al gruppo Facebook "Vogliamo che Facebook utilizzi il 100 per 100 di energia rinnovabile". Meglio Yahoo che per il suo nuovo server costruito a Buffalo, nello stato di New York, ha scelto di impiegare anche energia idroelettrica.
L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è la costruzione di ulteriori infrastrutture per il 'cloud computing' in luoghi dove farebbero crescere la domanda di energia sporca, a carbone. Invitiamo le internet company a scegliere più accuratamente dove costruire e a fare pressione sui governi per l'adozione di energia pulita.
mercoledì 28 aprile 2010
martedì 27 aprile 2010
Energia nucleare, pro e contro

Ci sono argomenti pro e contro l'energia nucleare. Una valutazione razionale non gioca a suo favore, esistono fonti energetiche meno costose e meno problematiche.
Con una certa regolarità salta fuori la voglia di energia nucleare: risolverebbe il pericolo "blackout", renderebbe il paese meno dipendente da importazioni di petrolio e carbone, potrebbe far scendere il prezzo dell'elettricità, le centrali nucleari, se gestite in maniera corretta, non sono inquinanti e meno pericolose delle grandi dighe. Questi gli argomenti.
Nella realtà sorgono tanti intoppi: dalla progettazione all'avvio di un nuovo impianto nucleare passano sette/otto anni, il tempo che ci vorrebbe per trovare un sito adatto e non contestato dagli abitanti resta un interrogativo. Quindi niente soluzione tempestosa dei problemi attuali. I costi di un nuovo impianto nucleare sono molto alti, per quello che sta sorgendo in Finlandia si parla di tre miliardi di Euro. Molto costoso e completamente irrisolto il problema delle scorie. Cosa farne, dove metterli? Un nuovo decreto legge permette l'esportazione, ma gli altri paesi hanno gli stessi problemi e per legge non importano più scorie. Se, inoltre, si considerano i sussidi che hanno ricevuto le imprese per ricerca e sviluppo nel campo dell'energia nucleare, questa tecnologia è da considerare molto cara: nell'ultimo programma quadro per la ricerca europea, le nucleari hanno ricevuto più di 1,2 miliardi di euro, mentre le energie rinnovabili solo 390 milioni di euro. A questo ci sono da aggiungere i prestiti stanziati nel quadro del trattato Euratom, per un totale di 3,2 miliardi di euro dal 1977, fa i conti Greenpeace.
Questi aiuti sono andati a scapito delle fonti rinnovabili, come il solare che nel paese del sole stenta a decollare. Lo stesso vale per l'eolico. Ambedue queste tecnologie hanno un loro impatto sull'ambiente, ma è un'impatto prevedibile, calcolabile e meno costoso del nucleare. Le fonti, sole e vento, sono inesauribili, investendo nella ricerca e migliorando le tecnologie si può aumentare la resa e diminuire l'impatto ambientale. Si pone la domanda: perché optare per una soluzione (che è sempre parziale) problematica e costosa, se esistono delle possibilità più facilmente "digeribili"?
Nucleare in Italia Pt. 1

da asca.it
27-04-2010
NUCLEARE: ACCORDO ITALIA-RUSSIA PER RICERCA SU FUSIONE
Approfondire la ricerca sulla fusione nucleare. E' finalizzato a questo obiettivo il cosiddetto progetto Egnitor, siglato dai rispettivi governi in occasione del vertice italo-russo. In particolare, la collaborazione avviata tra i rispettivi ministeri della ricerca scientifica prevede un programma comune per la ricerca sulla tecnologia a fusione nucleare. Di ''progetto molto importante per il futuro dell'energia nucleare'' ha parlato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa che ha seguito il vertice Italia-Russia: ''L'energia nucleare potra' essere creata per fusione e non piu' per scissione'', ha aggiunto il premier ribadendo la propria soddisfazione e il proprio apprezzamento di fronte a ''un progetto che potra' cambiare gli scenari per la produzione di energia per le nuove generazioni''.
BERLUSCONI: ENTRO LEGISLATURA AVVIO 1* CENTRALE.
Prenderanno il ''via entro la legislatura, cioe' entro il 2013'' i lavori per la realizzazione della prima centrale nucleare in Italia. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa che si e' tenuta a Villa Gernetto in occasione del vertice Italia-Russia.
Berlusconi ha ribadito che dal suo punto di vista ''il nucleare e' una fonte di energia a cui nessun paese puo' rinunciare. Noi eravamo all'avanguardia, tanto che nel '67 avevamo ben 3 centrali funzionanti, ma poi sotto la spinta degli ecologisti estremi abbiamo dovuto rinunciare.
Oggi non e' possibile restare fuori da questa opportunita'''. Il problema piu' concreto, ha detto Berlusconi, e' che ''oggi i cittadini italiani a sentir parlare di centrali si terrorizzano. Sono in molti - ha precisato Berlusconi - a volere l'energia nucleare, ma nessuno dice si' a una nuova centrale nella propria provincia''. Ed e' per questo, ha annunciato ancora Berlusconi, che serve ''un vasta opera di convincimento'' che va promossa ''guardando alla situazione francese. Quando si realizzano nuove centrali, i francesi fanno a gara per averla a casa loro, perche' i lavori per le centrali portano tanto, tanto lavoro''. Ecco perche', ha concluso il premier, ''stiamo lavorando a un progetto per raccogliere le esperienze dei cittadini francesi e portarle qui da noi''.
INTESA TRA ENEL E INTER RAO UES.
Nasce in occasione del vertice Italia-Russia la prima partnership pubblico-privata nel settore nucleare in Russia.
Il memorandum of understanding siglato da Fulvio Conti, ad dell'Enel, e da Boris Kovalchuk, presidente di Inter Rao Ues prevede l'avvio di una cooperazione sul nucleare, in vista della costruzione di nuovi impianti e di una collaborazione su innovazione tecnica, efficienza energetica e distribuzione sia in Russia che nei paesi dell'Est Europa.
Il frutto della prima partnership pubblico-privata russa sul settore nucleare sara' la realizzazione della centrale nucleare di Kaliningrad, che utilizzera' la tecnologia di ultima generazione Vver 1200. L'avvio della produzione e' previsto tra il 2016 e il 2018, con una quota rilevante dell'energia prodotta destinata ai mercati europei.
Inter Rao Ues dettera' i termini e le condizioni per la partecipazione di investitori stranieri al nuovo progetto di reattore nuclerare mentre ad Enel tocchera' studiare gli aspetti tecnici, economici e normativi del progetto valutando condizioni e modalita' di una possibile partecipazione.
Soddisfazione e' stata espressa dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: ''E' un accordo di largo respiro - ha commentato il premier - che da' all'Enel la possibilita' di ampliare la sua presenza in Russia''.

MILANO - Un «affettuoso benvenuto» a Vladimir Putin, al quale «sono legato da molti anni da stima, amicizia e affetto». Così Silvio Berlusconi ha salutato il premier russo in apertura della conferenza stampa a villa Gernetto dopo l'incontro tra i due leader. Al centro dei colloqui c'è soprattutto il delicato tema dell'energia.
FUTURO NUCLEARE - «Abbiamo parlato molto del futuro dell'energia nel mondo - ha spiegato Berlusconi - e siglato un accordo che può segnare una svolta per il nucleare. Un progetto che potrà cambiare gli scenari della produzione di energia per le generazioni future» (il riferimento è al memorandum d’intesa per la collaborazione in vista della creazione in territorio russo di un reattore termonucleare sperimentale "Ignitor"). Poi l'annuncio del premier: i lavori per la prima centrale nucleare in Italia «saranno iniziati entro tre anni» e ha assicurato che il ministro Scajola è intenzionato a far partire i lavori entro questa legislatura. «Prima di individuare un luogo in cui realizzare una centrale nucleare, bisogna che cambi l'opinione pubblica italiana». «Dobbiamo fare una vasta opera di convincimento sulla sicurezza delle nuove centrali- ha aggiunto il premier -. In Francia le comunità locali scendono in campo per avere le centrali in casa loro: portano anche tanto lavoro e si scatena la rincorsa per averle».
SPOT SULLA RAI - Da qui l'idea di spot da far partire sulla Rai: «Ne ho parlato con esponenti della nostra tv di Stato, stiamo lavorando a un progetto per raccogliere le esperienze dei francesi che vivono vicino le centrali e trasmetterle in Italia. È un lavoro che durerà più di un anno, ma è necessario», ha detto il premier. «È macabro che Berlusconi scelga cinicamente l'anniversario di Cernobyl per lanciare il suo progetto di propaganda sulla Rai per il nucleare», commenta Andrea Lepore, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace. «L'ennesimo annuncio di propaganda sul nucleare denuncia tutte le difficoltà di Berlusconi di far digerire agli italiani una scelta sbagliata e antieconomica», ha aggiunto Ermete Realacci (Pd).
lunedì 22 marzo 2010
Vesco: "Politica della casa, energie rinnovabili. E per Spezia via al progetto Marinella" (cittadellaspezia.com)
La Spezia. "A livello regionale dobbiamo solo proseguire il lavoro fatto. Dobbiamo investire e trovare risorse per la politica della cosa, sulle energie rinnovabili e l'esempio della Germania dovrebbe essere un bel monito anzichè pensare ad un ritorno al Nucleare.
Il primo punto per Spezia sarebbe un definitivo via libera al Progetto Marinella, anche se esiste preoccupazione specie per quanto riguarda la costruzione della darsena interrata. Ma è un evidente motivo di sviluppo e volano per la nostra provincia. Altro passaggio importante è quello del water front che può subire un'accelerata con la presidenza Forcieri. La regione sosterrà questo progetto: è la grande occasione per questa città e il suo mare. Turismo e portualità: questo progetto potrebbe conciliare queste due grandi opportunità.
domenica 14 marzo 2010
Speciale "Energie di Pace" da "greencross italia"
L'ENERGIA DEL MARE (da : http://www.greencrossitalia.it/)
Il mare è una fonte di energia meccanica e termica. L'impiego di questa fonte è complicato e al momento piuttosto costoso.
ENERGIA DELLE ONDE
L'energia prodotta dalle onde si ottiene sfruttando il movimento di galleggianti ancorati al fondo del mare con dei cavi che si avvolgono e svolgono sull'asse di un alternatore, oppure sfruttando il movimento dell'aria al di sopra delle onde, ma si è ancora in fase sperimentale.
Un'altra possibilità è l'impiego dell'energia delle correnti marine, con sistemi
simili agli impianti eolici. La principale differenza è nella struttura delle
eliche a causa della densità molto maggiore dell'acqua rispetto all'aria e di una
velocità mediamente più bassa.Nello stretto di Messina è collocato un
impianto sperimentale di questo tipo.
MAREE
Lo sfruttamento delle maree è un altro modo per produrre energia dal mare.
Gli impianti per sfruttare questa energia sono simili a quelli idroelettrici, infatti
una diga trattiene l'acqua in un bacino al livello dell'alta marea e la fa uscire in
mare quando c'è bassa marea; quando il bacino ha raggiunto il livello del
mare, si chiudono le condotte, in prossimità dell'alta marea, vengono riaperte
ed il bacino viene nuovamente riempito.
DIFFERENZA DI TEMPERATURA
La produzione di energia dal mare è possibile anche sfruttando la differenza di
temperatura tra il fondo e la superficie. Una macchina termica può sfruttare la
differenza di temperatura per ottenere energia meccanica e da questa quella elettrica. L'efficienza di questi sistemi non è elevata, intorno al 5% , ciononostante, poiché la quantità di energia termica accumulata nell'oceano è
elevata, con questi sistemi è possibile ottenere enormi quantità di elettricità.
Esistono impianti di questo tipo in India e nelle isole Hawaii.
Il mare è una fonte di energia meccanica e termica. L'impiego di questa fonte è complicato e al momento piuttosto costoso.
ENERGIA DELLE ONDE
L'energia prodotta dalle onde si ottiene sfruttando il movimento di galleggianti ancorati al fondo del mare con dei cavi che si avvolgono e svolgono sull'asse di un alternatore, oppure sfruttando il movimento dell'aria al di sopra delle onde, ma si è ancora in fase sperimentale.
Un'altra possibilità è l'impiego dell'energia delle correnti marine, con sistemi
simili agli impianti eolici. La principale differenza è nella struttura delle
eliche a causa della densità molto maggiore dell'acqua rispetto all'aria e di una
velocità mediamente più bassa.Nello stretto di Messina è collocato un
impianto sperimentale di questo tipo.
MAREE
Lo sfruttamento delle maree è un altro modo per produrre energia dal mare.
Gli impianti per sfruttare questa energia sono simili a quelli idroelettrici, infatti
una diga trattiene l'acqua in un bacino al livello dell'alta marea e la fa uscire in
mare quando c'è bassa marea; quando il bacino ha raggiunto il livello del
mare, si chiudono le condotte, in prossimità dell'alta marea, vengono riaperte
ed il bacino viene nuovamente riempito.
DIFFERENZA DI TEMPERATURA
La produzione di energia dal mare è possibile anche sfruttando la differenza di
temperatura tra il fondo e la superficie. Una macchina termica può sfruttare la
differenza di temperatura per ottenere energia meccanica e da questa quella elettrica. L'efficienza di questi sistemi non è elevata, intorno al 5% , ciononostante, poiché la quantità di energia termica accumulata nell'oceano è
elevata, con questi sistemi è possibile ottenere enormi quantità di elettricità.
Esistono impianti di questo tipo in India e nelle isole Hawaii.
L'energia del moto ondoso
L'energia del moto ondoso è una fonte di energia classificata tra le cosiddette "energie rinnovabili". Il moto ondoso del nome fa riferimento alla classificazione dell'energia per tipo di generazione.
L'energia del moto ondoso è una fonte di recente sperimentazione in vari progetti europei di ricerca nel campo energetico.
Vi sono varie tecniche di sfruttamento del moto ondoso. Un esempio noto è quello delle turbine Pelamis (sperimentate in Portogallo), costituite da strutture tubolari galleggianti ancorate al fondo marino. All'interno delle strutture vi sono delle turbine messe in moto dall'acqua che entra ed esce dalle strutture al ritmo del moto ondoso in cui il generatore si trova. Tali generatori generano energia con costanza, ma mostrano un ingombro non indifferente. Un altro tipo di impianto è quello a colonna d'acqua oscillante, anch'esso raccoglie l'acqua che entra grazie al moto ondoso per mettere in moto una turbina.
Un generatore di tipo differente in fase di sperimentazione consiste in una turbina (simile a quelle eoliche) sottomarina messa in moto dalle correnti marine. In questo caso, non si tratta propriamente di energia dalle onde, ma comunque da correnti che contribuiscono alla formazione delle onde stesse.
martedì 9 marzo 2010
Energie rinnovabili in Germania e noi? Cosa aspettiamo?
In Germania riscaldamento pulito ed economico.
Tre quarti dei tedeschi reputano l’investimento in un riscaldamento da fonti rinnovabili “conveniente” o “molto conveniente”. Una legge in vigore da quest’anno prevede, infatti, l’utilizzo di energie rinnovabili per il riscaldamento di tutte le nuove costruzioni. La Germania è il maggior consumatore energetico europeo, ma è anche uno dei paesi più coscienti dei problemi energetici.
Soprattutto in tempi in cui i risparmi potrebbero perdere valore conviene fare degli investimenti. Secondo gran parte dei tedeschi un’azione sicura è investire in un riscaldamento ‘rinnovabile’: pannelli solari, riscaldamento geotermico o a pellet (segature di legno a forma di cilindri, con una combustione CO2-neutrale).
Un quinto dei tedeschi ha già fatto il passaggio a un riscaldamento ‘pulito’, e un altro quinto intende farlo nei prossimi cinque anni (Forsa agenzia per analisi statistiche 1/’09). Come mai allora il riscaldamento complessivo in Germania è prodotto solo per il 7,3% da energie rinnovabili?
Secondo Forsa il problema sono gli edifici pubblici, quelli industriali e i condomini di affittuari (i quali sono molto più comuni che in Italia): chi possiede o gestisce un condominio senza doverne pagare il riscaldamento, non è interessato ad investire in un sistema che in realtà è più conveniente. “Un terzo delle spese energetiche di uno stabile sono da attribuire al riscaldamento, investendo in un sistema rinnovabile si potrebbe ridurre notevolmente la bolletta,” spiega Jörg Mayer gestore di AEE (agenzia per energie rinnovabili).
“Ma non è solo una questione di risparmio: attraverso questo tipo di riscaldamento il valore dell’edificio sale, mentre diminuisce il suo impatto sull’ambiente,” prosegue Mayer. Sono questi gli argomenti che hanno convinto circa la metà dei tedeschi a compiere l’investimento.
Inoltre, una legge entrata in vigore dal primo gennaio 2009 stabilisce che gli edifici in costruzione dovranno ricavare l’energia per il riscaldamento almeno in parte da fonti rinnovabili. Ma quanto grande sarà questa ‘parte pulita? La legge non lo specifica. In totale però, il governo promette di utilizzare energia rinnovabile per il 14% del riscaldamento entro il 2020.
Per ottenere questi risultati lo stato incoraggia gli investimenti sostenibili. Chi fa costruire un riscaldamento rinnovabile, ad esempio, ottiene il cosiddetto ‘premio clima’: aiuti finanziari che variano a seconda di grandezza e configurazione del nuovo sistema di riscaldamento.
La Germania è il maggior consumatore europeo di energia e il sesto a livello mondiale (Il mondo in cifre 2008). Tra grandi consumatori, però, è l’unico a non esserne anche un forte produttore, forse per questo i tedeschi sono così coscienti del problema energetico. La situazione di base è simile in Italia: quarto consumatore, ma misero produttore di energie in Europa.
Ma questa è un’altra storia.
(di Elisabeth Zoja)
Per non parlare dei posti di lavoro che si vengono a creare...
Germania, da energie rinnovabili 150mila posti di lavoro:
La Germania si conferma il paese europeo più impegnato nelle energie rinnovabili. Oltre il 10% dell'energia prodotta proviene da fonti di energie rinnovabili con un impatto sull'occupazione di 150mila posti di lavoro. Lo afferma il direttore dell'Agenzia per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, Uwe Hartmann, nel recente incontro della Coldiretti "Meno smog in città con l'energia verde in campagna". (fonte Agi 16/02/2005)
La Germania vanta una potenza di 700 Mw soltanto nel fotovoltaico con investimenti in corso per incrementare la produzione di ben 12 volte nei prossimi cinque anni. L'obiettivo tedesco è ambizioso ma anche realistico: raddoppiare la produzione di energia rinnovabile entro il 2010.
Gli investimenti tedeschi saranno concentrati, oltre che nel fotovoltaico, anche nell'energia solare termica per il riscaldamento e nella produzione di energia dalle biomasse.
In oltre aggiungo questo video,
venerdì 5 marzo 2010
Rainbow Warrior contro il nucleare!
Greenpeace:
Ci prepariamo ad accogliere il nostro veliero storico, la Rainbow Warrior, che tra pochi giorni sarà in Italia. Attraccherà nei porti di Civitavecchia, Genova e Napoli per la nostra campagna contro il nucleare. La Rainbow diventerà il palco degli "Artisti contro il nucleare".
Il 9 marzo alle ore 13 sul sito Nuclear lifestyle ti invitiamo a seguire l'evento in diretta streaming: 99 Posse, Piotta, Punkreas, Adriano Bono & Torpedo Sound Machine e Leo Pari cantano insieme per la prima volta dal vivo il nuovo singolo "No al Nucleare".
martedì 2 marzo 2010
Si al Nucleare ! ! !

L'energia nucleare è una fonte di energia alternativa molto controversa. Essa è certamente un'energia pulita in quanto le centrali nucleari non immettono nell’ambiente alcuna sostanza inquinante, né anidride carbonica né ossido di azoto nè zolfo, inoltre il nucleare, non usando combustibili fossili, riduce la dipendenza di petrolio dai paesi esteri. Ma al pari di questi numerosi vantaggi, vanno considerati i rischi elevati delle centrali nucleari. In caso di incidenti, le radiazioni di una centrale atomica comportano decessi per tumori e leucemie indotte, inoltre le scorie nucleari sono molto difficili da stoccare. I sottoprodotti della reazione di fissione sono, infatti, fortemente radioattivi ed hanno un lunghissimo tempo di decadimento. In ultimo, vi è il problema della localizzazione delle centrali che incontra molteplici resistenze da parte dei cittadini. In Italia, con il referendum del 1987 la popolazione si espresse contro il nucleare, ma oggi tale decisione è stata rivista e un accordo Italia Francia ha determinato la ripresa del nucleare come fonte di energia alternativa.
Energia Eolica Fai da te !
(da: "http://www.energia360.org")
Cosa è l'eolico fai da te e come si può costruire un impianto eolico in casa sono due tra le domande che gli amanti dell'ambiente si pongono frequentemente. Esistono, oggi, sempre più sistemi che consentono di portare le energie rinnovabili nelle nostre mani, che consentono di creare, costruire ed ottenere dei sistemi rinnovabili ed economici per far fronte a svariate problematiche e necessità. E’ possibile costruire con le proprie mani una turbina eolica fatta in casa. E’, infatti, molto facile costruire, grazie ad un minimo di familiarità con gli attrezzi di piccola carpenteria, e grazie a qualche nozione di collegamenti elettrici, piccole turbine che iniziano a ruotare in condizioni di vento debole, ma che resistono anche alle raffiche più forti sviluppando la massima energia possibile. Nei negozi inglesi di fai da te è in vendita addirittura un un kit per la costruzione di un mini eolico domestico a soli 2.200 Euro. Il kit è composto da una microturbina a pale eoliche larghe capace di produrre fino a un kw di energia elettrica. Questi mini generatori possono essere piazzati sul tetto o nel giardino di casa utilissimi soprattutto per aree agricole artigianali e per i servizi, creando dei piccoli mulini a vento capaci di generare il 30% dell'energia elettrica necessaria per una famiglia media. Dal 15 al 19 luglio 2008 si è tenuto a Matera un corso gratuito per imparare a costruire, installare e mettere in marcia un generatore eolico da 1 KW con pale rotoriche in legno di circa 3 metri di diametro. Approfondimenti su: Eolico fai da te in energia eolica domestica o in energia Eolica.
E non solo... Guardate questo ragazzo cosa ha inventato? Geniale vero?
Energia Eolica
L'energia eolica è il prodotto della conversione dell'energia cinetica del vento in altre forme di energia (elettrica o meccanica). Oggi viene per lo più convertita in energia elettrica tramite una centrale eolica, mentre in passato l'energia del vento veniva utilizzata immediatamente sul posto come energia motrice per applicazioni industriali e pre-industriali (come, ad esempio, nei mulini a vento). Prima tra tutte le energie rinnovabili per il rapporto costo/produzione, è stata la prima forma di energia rinnovabile scoperta dall'uomo dopo il fuoco.
Verso la fine del 2009, la capacità di generazione mondiale degli aerogeneratori era di 157,9 gigawatt[1], pari al 1,5% dell'elettricità consumata nel mondo;[1][2] e sta crescendo rapidamente, notandosi un raddoppio nei tre anni tra il 2005 e il 2008. Alcuni paesi hanno raggiunto un coefficiente di penetrazione della potenza eolica molto elevato (spesso con sussidi governativi); ad esempio, nel 2008, il 19% della produzione elettricità di base raggiunto dalla Danimarca, il 13% della produzione in Spagna[3] e in Portogallo, il 7% in Germania e nella Repubblica d'Irlanda. Nel maggio del 2009, otto paesi del mondo avevano centrali elettriche che vendevano a scopi commerciali raggiungendo con profitti.[2]
I parchi eolici sono connessi alle reti elettriche; le istallazioni più piccole sono usate per fornire elettricità a luoghi isolati. Le compagnie elettriche stanno utilizando sempre più spesso il sistema del conto energia che consiste nel comprare l'energia in eccesso prodotta dai piccoli aerogeneratori domestici. Per alcuni aspetti l'energia eolica è una fonte attraente, come alternativa al combustibile fossile, dal momento che è abbondante, rinnovabile, ampamente distribuita, pulita e praticamente non produce gas a effetto serra (se non durante la produzione di componenti base, come le pale in alluminio). Comunque, la costruzione di "fattorie eoliche" non riceve unanime consenso a causa del loro impatto paesaggistico e altri danni ambientali da aerogeneratori, come il rumore molesto e la moria di uccelli.
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